Registratione e login sono richiesti per sottoporre articoli e verificare online lo stato delle proposte inviate.

Lista di controllo per la predisposizione di una proposta

Durante la procedura di trasmissione di una proposta, gli autori devono verificare il rispetto dei seguenti requisiti; la submission potrebbe essere rifiutata se non aderisce a queste richieste.
  • L'abstract della proposta è stato accettato dalla Redazione o dai curtori della sezione monografica.
  • La proposta non è stata precedentemente pubblicata, né proposta a un'altra rivista (oppure si fornisce una spiegazione all'editor nei commenti).
  • La proposta non contiene il nome dell'autore, onde assicurare una peer review cieca (blind peer review)
  • Il file è in un formato DOC, DOCX o RTF.
  • Il testo aderisce alle richieste stilistiche e bibliografiche riassunte nelle linee guida dell'autore, che si trova nella pagina di informazioni sulla rivista.

Linee guida per gli autori

Qui di seguito un estratto delle Norme redazionali, gli autori sono invitati a tenere conto del testo integrale, scaricabile qui

I contributi – in italiano, inglese, francese o spagnolo – non devono superare le 50.000 battute spazi inclusi, devono contenere un abstract dell’articolo in inglese e nella lingua del saggio di non più di 250 parole e una lista di massimo 10 parole chiave. In caso di accettazione del contributo, gli autori sono tenuti a fornire una breve nota bio-bibliografica non eccedente le 100 parole.

Il testo deve essere giustificato e composto con una sola tipologia di font di corpo 10 (le note di corpo 8), con interlinea singola. Si riduca al minimo la formattazione, evidando l'uso del grassetto e limitando il sottolineato. Ogni paragrafo del testo deve presentare un rientro tipografico. Le sezioni e le sottosezioni del testo devono essere numerate e possono presentare uno stringato titolo, gli eventuali titoli delle sezioni e delle  sottosezioni devono essere in maiuscolo. Si prega di non inserire riferimenti incrociati ipertestuali; se necessario si inseriscano riferimenti del tipo ‘si veda la nota#4’, ‘si veda la sezione#2’, ‘si veda a p.#3’.

Le tabelle non devono essere inserite nel testo del saggio, ma in coda al contributo, e devono essere numerate e presentare una succinta didascalia. Le eventuali illustrazioni non devono essere inserite nel testo, ma trasmesse su uno o più file a parte. Si invitano gli autori a fornire l’elenco delle immagini con breve didascalia in coda al saggio. Nel testo del saggio, per riferirsi ai dati presenti nelle tabelle, si impieghino espressioni quali ‘si veda la tabella#1’.

BIBLIOGRAFIA

La Rivista utilizza la forma estesa sia per le citazioni bibliografiche sia per l’eventuale bibliografia finale. Alla prima occorrenza della citazione al piede, si citi nel seguente modo:

Monografie:  

  • Cesare Segre, I segni e la critica. Fra strutturalismo e semiologia, Torino, Einaudi, 1969, p. 1.
  • Pietro Bembo, Le rime, a cura di Andrea Donnini, 2 voll., Roma, Salerno, 2008, p. 1.
  • Giovanni Guidiccioni, Rime, edizione critica a cura di Emilio Torchio, Bologna, Commissione per i testi di lingua, 2006, p. 1.

Articoli in rivista:

  • Eugenio Refini, Le «gioconde favole» e il «numeroso concento». Alessandro Piccolomini interprete e imitatore di Orazio nei Cento sonetti (1549), in «Italique», X (2007), pp. 17-45, a p. 18.
  • Vincenzo Guidi e Paolo Trovato, Sugli stemmi bipartiti. Decimazione, asimmetria e calcolo delle probabilità, in «Filologia italiana», I (2004), pp. 9-48, alle pp. 40-45.
  • Neil Harris, Il giallo del tarlo atletico. Un’osservazione inedita di Conor Fahy sull’ Orlando Furioso del 1532, in «La Bibliofilia», CXII (2010), pp. 3-11, a p. 4.

Contributi in miscellanea

  • Valerio Marchetti, Marcantonio Cinuzzi, in Dizionario biografico degli italiani, vol. XXV, Roma, Treccani, 1981, pp. 650-655, a p. 651.
  • Ireneo Sanesi, Per la storia dell’ode, in Miscellanea di studi critici edita in onore di Arturo Graf, Bergamo, Istituto italiano d’arti grafiche, 1903, pp. 603-619, alle pp. 603-605.
  • Simone Albonico, Le Odi di Renato Trivulzio, in Idem, Ordine e numero, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2006, pp. 73-94, a p. 80.

Si inseriscano le successive citazioni di un medesimo riferimento bibliografico limitandosi al nome puntato e cognome esteso dell’autore, al titolo del contributo in corsivo (senza l’eventuale sottotitolo) e all’indicazione ‘cit.’ preceduta da virgola. In caso di due citazioni consecutive della medesima fonte bibliografica si utilizzi l’indicazione ivi (se ilriferimento è alla medesima opere ma a una diversa pagina) o ibidem (se il riferimento è alla stessa pagina); per evitare fraintendimenti è però possibile citare la medesima fonte bibliografica due volte di seguito senza utilizzare ivi e ibidem, sarà cura della Redazione sostituire alla seconda citazione l’indicazione pertinente.

  • P. Bembo, Le rime, cit., p. 12.
  • E. Refini, Le «gioconde favole» e il «numeroso concento», cit., p. 45.
  • V. Guidi e P. Trovato, Sugli stemmi bipartiti, cit., p. 12.
  • Ivi, p. 15.
  • Ibidem.

BRANI RIPORTATI

  • Si indichino con tre puntini tra parentesi quadre [...] le eventuali omissioni all’interno di una citazione.
  • Le citazioni brevi (inferiori alle tre righe di testo) vanno inserite nel testo tra virgolette basse o caporali (« »). Si inserisca la punteggiatura dopo la chiusura delle virgolette, mentre il punto esclamativo o interrogativo che fa parte della citazione sarà collocato all’interno. Nelle citazioni di brevi testi poetici nel testo, si segnali il fine verso con una barra obliqua.
  • Le citazioni lunghe (superiori a tre righe di testo) vanno inserite in corpo minore, senza rientri né virgolette, facendo precedere e seguire una riga bianca al brano riportato. Si inserisca il riferimento della nota al piede al termine della citazione.
  • Si rispetti l’alternanza originaria di tondo e corsivo, le eventuali innovazioni devono essere esplicitate in note con formule quali ‘corsivi miei’.


VIRGOLETTI, APICI, TRATTINI

  • « » (virgolette basse o caporali): per i brani brevi riportati nel testo o per i discorsi diretti.
  • “ ” (apici doppi): per i brani riportati all’interno delle virgolette basse o caporali (si usino gli apici singoli se dovesse servire un ulteriore grado) oppure per le attenuazioni prudenziali, ma questo secondo impiego è fortemente sconsigliato.
  • ‘ ’ (apici singoli): per le parafrasi e le traduzioni di parole straniere.
  • -: si impieghi il trattino breve unito senza spazi né prima né dopo per l’accoppiamento di nomi propri o geografici (es.: Tobler-Mussafia), i doppi cognomi (Wilhelm Meyer-Lübke), i doppi luoghi di edizioni (es.: Milano-Napoli), per i prefissati non lessicalizzati (es.:  post-sovietico);
  • –: il trattino lungo viene utilizzato per isolare un inciso in una frase e, solamente nei casi di brani in prosa riportati, può essere impiegato per introdurre i discorsi diretti.